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I vini della Campania

vini campania vitigni La Campania ha un'antichissima storia della vite e ne porta ancora le tracce, sopravvissute ai millenni, con le varie forme di coltivazione che si sono succedute nella sua terra. Dove è piuù spiccato il rispetto per la tradizione, vediamo ancora impianti ad alberello speronato, che ricordano il sistema usato dai Cretesi-Micenei e dagli Elleni, oppure il tipo di coltura promiscua, con la vite maritata agli alberi, introdotta dagli Etruschi, come nella zona di Aversa, dove si trova il vitigno asprinio unito a filari di pioppi.

Attualmente la coltura specializzata copre circa due terzi del comparto viticolo, il resto è ancora promiscuo.
Il sistema a pergola, in uso da secoli, è stato progressivamente sostituito da spalliere e controspalliere.
Anche i vitigni pił coltivati in Campania hanno origini antichissime. Infatti l'aglianico, derivante dalla "vite ellenica", è stato introdotto, fin dalla fondazione di Cuma, dai Greci. Da questo vitigno si ottiene uno dei vini più importanti, non solo del meridione d'Italia, ma di tutta la nazione: il Taurasi.
Lo stesso vitigno greco ha, probabilmente, la stessa origine. Mentre il vitigno fiano sembra abbia ancor più remote radici: si fa infatti risalire la sua importazione ai Fenici. Altri vitigni autoctoni, diffusi per lo più sull'isola d'Ischia e nel napoletano, sono: biancolella, falanghina, forastera e per'e palummo o piede di colombo.


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Ultimo aggiornamento: 18 Dicembre 2006
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