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I prodotti tipici della Campania

Limone Costa d'Amalfi

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Il nome della varietà, "Sfusato Amalfitano", racchiude due caratteristiche importanti: la forma, affusolata, da cui il termine della varietà di limone "sfusato", e la zona in cui si è venuto, col tempo, a differenziare: la Costiera Amalfitana. È un limone dalle caratteristiche molto pregiate: la buccia è di colore particolarmente chiaro, ha un aroma e un profumo intensi grazie alla ricchezza di oli essenziali e terpeni; la polpa è succosa e acida, con bassa presenza in semi. Da studi recenti dell'Università di Napoli Federico II questo limone è il più ricco in acido ascorbico, la nota vitamina C. La coltivazione tipica è a terrazzamenti, lungo i versanti acclivi della Costiera e viene effettuata la copertura delle chiome, nei mesi invernali, per la protezione contro le avversità atmosferiche. Prima si usavano a tal fine stuoie di paglia a altro materiale vegetale: le note "pagliarelle" ancora molto diffuse nel versante sorrentino. In quello amalfitano sono state sostituite dalle più pratiche reti di plastica che reggono meglio le pendenze maggiori di questa zona. La raccolta avviene più volte all'anno, per il fenomeno tipico nei limoni del polimorfismo: la produzione migliore, si ottiene nel periodo compreso tra marzo e fine luglio. Questa coltivazione svolge un ruolo fondamentale nella tutela idrogeologica del territorio occupando anche i versanti più acclivi con pendenze spesso ai limiti della coltivabilità, ed è elemento di spicco del paesaggio della Costiera Amalfitana, definita da molti "divina Costiera" e che deve il suo fascino anche alla bellezza e al profumo dei limoneti, chiamati da secoli, per questo motivo, semplicemente "giardini". Le altre caratteristiche comuni con il limone di Sorrento vengono descritte nella relativa scheda.

Storia

In Costiera Amalfitana la presenza di limoneti è dimostrata da numerosi documenti, già a partire dagli inizi dell'XI secolo: la diffusione avvenne soprattutto grazie alla necessità di diffondere la coltivazione di limoni dopo la scoperta della loro grande utilità nella lotta allo scorbuto, la malattia dovuta a carenza di vitamina C, di cui gli agrumi sono notoriamente ricchi. I "giardini di limoni" lungo la Costa sono citati da diversi autori nei secoli a venire, dove si trova anche un accenno ad un "limon amalphitanus", nel '600, dalle caratteristiche molto simili all'odierno limone della Costiera. Matteo Camera scrive, nello stesso secolo, di limoni che da Minori venivano trasportati già a partire dal '400 via mare verso altri mercati italiani, assieme a "limoncelli" e a cetrangoli", termine con il quale venivano indicate le arance amare

Zona di produzione

In tutti i comuni della Costiera Amalfitana, in provincia di Salerno: Amalfi, Cetara, Conca dei Marini, Furore, Maiori, Minori, Positano, Praiano, Ravello, Scala, Tramonti, Vietri sul Mare. Attualmente viene coltivato su oltre 700 ha, con un produzione di circa 140.000 quintali, con un valore di circa 16 miliardi di produzione vendibile. È conosciuto e apprezzato a livello regionale e nazionale dove, grazie alla rinomata qualità e anche alla tardività della migliore produzione, il "primo fiore" spunta prezzi nettamente superiori rispetto agli altri limoni.. La sua fama è consolidata anche a livello internazionale: ancora oggi viene esportato nel Regno Unito, come accadeva già nella II° metà dell'800.
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